Danilo Maccioni

cosa eravamo, cosa siamo, cosa saremo

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Figli dell’officina, cantori salesi

Figli dell’officina
o figli della terra
già l’ora s’avvicina
della più giusta guerra

La guerra proletaria
guerra senza frontiere
innalzeremo al vento
le libere bandiere

Avanti siam ribelli
forti, vendicator
un mondo di fratelli
di pace e di lavor

Dai monti e dalle valli
giù, giù scendiamo in fretta
con questa banda infetta
noi la farem finita

Tiranni ed oppressori
il duce, il fuhrer, il re
più non vogliam signori
ognun farà da se

Avanti siam ribelli
forti, vendicator
un mondo di fratelli
di pace e di lavor

Del popolo gli arditi
noi siamo i fior più puri
fiori non appassiti
dal fango dei tuguri

Noi salutiam la morte
bella vendicatrice
noi schiuderem le porte
a un’era più felice

Avanti siam ribelli
forti, vendicator
un mondo di fratelli
di pace e di lavor

Voi spose e fidanzate
il pianto via dal ciglio
voi madri desolate
non trattenete il figlio

Ai morti ci stringiamo
e senza impallidire
per la libertà pugnamo
pronti anche a morire

Avanti siam ribelli
forti, vendicator
un mondo di fratelli
di pace e di lavor

La fame e la stanchezza
a noi non fan paura
perché credenti siamo
siam d’una fede pura

Noi siam d’una brigata

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