Danilo Maccioni

cosa eravamo, cosa siamo, cosa saremo

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Someone else

Tatlım,

oggi ti ho scritto su whatsapp per dirti che mi manchi e che i miei sentimenti per te non sono cambiati. Tu mi hai risposto al messaggio, dicendo che nella tua vita c’é qualcun altro ora, che lo ami, di avere cura di me. Descriverti quel che c’è ora nel mio petto è difficile. Io ti ho risposto “Maşallah” e che ero felice che finalmente anche tu potessi sentire cosa si prova ad amare, ma mi sono accorto che mi avevi bloccato subito dopo avermi scritto.

Insomma, in questo mondo sei l’unica persona con la quale vorrei parlare e che vorrei avere vicino, e mi hai allontanato, neanche avessi contratto la peste.

Questi ultimi mesi sono stati lancinanti, tutto nella mia vita è stato rimesso in discussione, a parte la certezza dei miei sentimenti per te.

Io non so quale sia la tua opinione su di me. Non lo so sopratutto vedendo come si è involuto il nostro rapporto nel giro di due settimane. Un giorno pianifichiamo assieme la nostra gita a Büyük Ada, il colore della tua prenses taç, poi il muro, il silenzio, l’assenza.

Non so se tu pensi ch’io sia un Don Giovanni, uno che corre appresso a tutte le donne che incontra. Non sono proprio il tipo. Non sono il tipo “chiodo scaccia chiodo”, o “si chiude una porta, si apre un portone”.

 

Non mi passerà in fretta questa ferita, anzi non voglio affatto che mi passi.

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